Rinaturalizzare un campo agricolo

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Toby
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Rinaturalizzare un campo agricolo

Messaggio da Toby » 05 mar 2019, 22:10

Buonasera a tutti.
Sono nuovo del forum e devo fare una domanda un po’ particolare, perciò spero di non aver sbagliato sezione.
I miei zii posseggono un campo di circa 4000 m2 appena al di fuori del confine delle Torbiere del Sebino, in Provincia di Brescia. I miei zii non utilizzano più il campo da molti anni e un contadino lo sta utilizzando gratuitamente, da qualche anno, per coltivarci l’erba medica.
Avrei voluto proporre ai miei zii un progetto di rinaturalizzazione di tale campo, con l’obiettivo di trasformarne una parte in un piccolo bosco e l’altra parte in una zona a prato stabile, e lungo il confine creare delle siepi (credo si chiamino siepi campestri), con l’unico obiettivo di attirare la fauna selvatica e magari, un domani, quando la vegetazione (soprattutto arborea) si sarà sviluppata, poterlo usare come una sorta di laboratorio didattico.
L’idea di partenza sarebbe quella di far riferimento, per quanto riguarda la scelta delle specie, al documento “PIANO DI SETTORE AGRICOLO NORME TECNICHE della riserva Naturale delle Torbiere del Sebino”, che si trova a questo link http://www.torbieresebino.it/wp-content ... o-2012.pdf . E’ vero che il campo è fuori dai confini della Riserva, ma siccome l’obiettivo è la rinaturalizzazione, vorrei inserire specie erbacee e arboree che vengono indicate in questo documento. In particolare, per quanto riguarda le specie arboree, a pag. 11, del documento sopra citato, vengono riportate le seguenti specie: Salix alba L., Salix cinerea L., Salix caprea L., Quercus cerris L., Quercus robur L., Quercus petraea Liebl., Quercus pubescens Willd, Alnus glutinosa (L.) Gaert, Fraxinus excelsior L., Acer campestre L., Ulmus minor Mill., Platanus acerifolia (Aiton) Wild. = (Platanus hybrida Brot), Frangula alnus L., Cornus sanguinea L., Viburnum opulus L., Sambucus nigra L. .
Tutte queste specie arboree sono presenti al vivaio forestale dell’ERSAF, a Curno (devo verificare le singole disponibilità ovviamente, ma potenzialmente sono in catalogo) e quindi le prenderei da lì.
Per quanto riguarda le specie erbacee, sempre nello stesso documento, a pag. 16, vengono riportate le seguenti: Allium angulosum, Lythrum salicaria, Myosotis scorpioides, Ophioglossum vulgatum, Lysimachia vulgaris, Dactylis glomerata, Alopecurus pratense, Holcus lanatus, Cynosurus cristatus, Gratiola officinalis, Filipendula ulmaria, Myosotis sylvatica, Phleum pratense, Rumex acetosella, Achillea millefolium, Centaurea nigrescens, Lathyrus pratensis, Lotus corniculatus, Lotus uliginosus, Lychnis flos-cuculi, Ranunculus bulbosus, Rhinanthus alectorolophus, Taraxacum officinale, Trifolium pratense, Trifolium repens, Salvia pratensis, Potentilla erecta, Plantago lanceolata, Prunella vulgaris, Silene vulgaris, Prunella vulgaris, Sanguisorba officinalis, Selinum carvifolia, Serratula tinctoria, Mentha longifolia, Ranunculus ficaria, Glechoma hederacea.
Per queste non saprei però dove reperire i semi.
Queste sono le idee di partenza, ma il problema è che io non sono un agronomo o un agricoltore, ma sono uno studente di laurea magistrale in biologia, che ha conoscenze prossime a zero relativamente alla coltivazione: ovviamente mi posso documentare, ma prima di proporre il progetto ai miei zii vorrei chiedervi se secondo voi è qualcosa di realizzabile senza grossi e costosi macchinari e senza dover spendere troppo tempo nella manutenzione (anche perché purtroppo il campo è piuttosto distante da casa). Un primo problema immagino possa essere il trattamento del terreno prima della semina del prato e prima di piantare le specie arboree: la mia idea sarebbe stata quella di toccare poco o nulla il terreno, dato che nel terreno ci saranno i batteri azotofissatori che erano in simbiosi con l’erba medica e materiale vegetale in decomposizione, ricco di azoto, e limitarmi, una volta raccolta l’erba medica, a piantare le piante e a seminare il prato. Può aver senso? Per la fertilizzazione invece? Posso evitarla completamente? E per quanto riguarda la manutenzione delle piante arboree ed erbacee, in cosa potrebbe consistere? È possibile, dato che l’obiettivo non è la raccolta, non falciare mai il prato, limitandosi a eliminare le specie invasive? Aspetto vostri consigli, pareri e aiuti e se l’idea è estremamente assurda, non infamatemi troppo, grazie :-D

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Franco Giordana
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Re: Rinaturalizzare un campo agricolo

Messaggio da Franco Giordana » 05 mar 2019, 22:44

dà un'occhiata qui: http://floragarz.net/~giordana/bosco.htm
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Toby
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Re: Rinaturalizzare un campo agricolo

Messaggio da Toby » 06 mar 2019, 12:38

Ti ringrazio per il link, davvero un bellissimo progetto! Posso chiederti qualche dettaglio in più? Escludendo il laghetto, che non avrei intenzione di fare, quanto tempo hai speso nella manutenzione del campo nel corso del tempo? È molto complicato? Mi sembra di aver capito che tu non abbia utilizzato alcun tipo di fertilizzante, giusto? Ho poi letto che il terreno era completamente nudo. Ma per eliminare completamente il mais avevano arato il terreno? Nel mio caso, una volta che l'erba medica sarà stata raccolta, posso evitare di arare, piantando subito le piante e seminando il prato? Nel tuo caso, con le specie erbacee che hai introdotto, hai realizzato dei prati stabili? E nel caso, che tipo di manutenzione hanno richiesto? È possibile evitare completamente di falciarli? Mi scuso per le molte domande e ti ringrazio.
Enrico

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Re: Rinaturalizzare un campo agricolo

Messaggio da Franco Giordana » 06 mar 2019, 13:14

No, non ho arato, il terreno era nudo e le stoppie erano state rimosse.
Io non ho seminato le piante erbacee e ho lasciato che l'incolto evolvesse in modo naturale. Ho acquistato inizialmente 300 piante di un anno dalla forestale e negli anni successivi tagliavo l'erba attorno alle piantine, ma badando di NON eliminare le piante legnose che nascevano spontaneamente. Ho trapiantano un po' alla volta plantule rinvenute in Natura e destinate a scomparire perché nate al piede della pianta madre. Tenute in vaso per un anno e poi trapiantate nel bosco. Adesso, dopo poco più di 20 anni è rigoglioso e fittamente boscato, ma le piante che ho messo a dimora io saranno circa il 10% di quelle che lo popolano. Lascia molto fare alla Natura, è quella la strada maestra per il successo.
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Toby
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Re: Rinaturalizzare un campo agricolo

Messaggio da Toby » 06 mar 2019, 15:50

Grazie per tutte le informazioni! Un'ultima domanda: quindi, una volta che il contadino avrà falciato l'erba medica, io posso piantare gli alberi e seminare (o trapiantare) le piante erbacee, senza toccare il terreno? Non c'è il rischio che l'erba medica torni a crescere?

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Re: Rinaturalizzare un campo agricolo

Messaggio da Franco Giordana » 06 mar 2019, 21:51

tornerà a crescere sicuramente, ma si troverà a competere con altre che si insedieranno e fra 20, anche senza far nulla, si formerà un bosco, ma a bassa biodiversità che, per ottenerla, richiederebbe molti più anni. Per questo mettiamo a dimora diverse specie di piante, rigorosamente di un anno da affidare a un tutore per sapere dove sono e aiutarle a crescere impedendo che vengano soffocate. Non lasciarti tentare da piante più grandi che avrebbero un apparato radicale insufficienti e tenderebbero a nanificare per essere superate da quelle di un anno nel giro di 5 annate.
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Re: Rinaturalizzare un campo agricolo

Messaggio da Toby » 08 mar 2019, 20:47

Grazie! Ti faccio un'ultima domanda, se non rompo troppo le scatole: potresti darmi qualche informazione più dettagliata su come hai realizzato le spirali? Ad esempio la distanza tenuta tra le piante, la varietà di specie per ogni spirale cc.
Grazie.
Enrico

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Re: Rinaturalizzare un campo agricolo

Messaggio da Franco Giordana » 08 mar 2019, 21:58

la spirale l'ho fatta a occhio, partendo da un punto circa a 5 m dal centro e tracciando un solco che andava allargandosi in modo che arrivando all'altezza del punto di partenza questo fosse distante circa 4 m e continuando così tenendomi sempre a 4-4,5 m dall'ultimo solco tracciato. Ho messo a dimora le piante lungo in solco a circa 4-5 m l'una dall'altra, ma senza rigore, talvolta anche coppie distanti 1-2 m.
Per la scelta delle piante ho cercato di rispettare le proporzioni del querco-carpineto, che era la formazione dominante nell'area in cui vivo, ora quasi scomparsa. All'incirca 70% di farnia, 20% di carpini e il resto di qualsiasi cosa di autoctono. Quindi le ho piantate a 10 per volta, 7 farnie, 2 carpini e una a piacere, me senza rispettare un ordine particolare all'interno delle 10.
Ho messo dei tutori alle piante e partendo dal centro percorrevo il solco per bagnarle e eliminare erbe troppo invasive che crescessero a ridosso. Tutte le volte che riconoscevo piantine di alberi o arbusti le contrassegnavo con un tutore eliminando solo quelle invasive (ailanto e robinia), ma solo per i primi 10 anni, poi se la vedessero fra loro, lasciando fare alla Natura.
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Re: Rinaturalizzare un campo agricolo

Messaggio da Toby » 10 mar 2019, 23:58

Grazie per tutte le informazioni che mi hai dato!
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