Epipactis sp.

Richieste d'aiuto per la determinazione di specie spontanee (e non).

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Umberto Ferrando
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Epipactis sp.

Messaggio da Umberto Ferrando » 01 ago 2020, 13:04

Epipactis sp.
Pendici nord-orientali Monte Beigua, Sassello (SV), 940 m, lug 2020
Foto di Umberto Ferrando

P.S. pianta appartenente alle ricche stazioni di Epipactis sp. pl., di quest'area, direi relativamente sconosciuta agli orchidologi. Il sospetto di coloro che l'hanno osservata dal vero e "in effigie" è che si tratti di forma ibridogena, in zona sono sicuramente presenti: Epipactis helleborine (L.) Crantz, Epipactis placentina Bongiorni & Grünanger ed Epipactis neglecta (Kümpel) Kümpel, in passato (circa 15 anni fa) vi osservai anche Epipactis atrorubens (Hoffm.) Besser, poi scomparsa.

Ciao
Umberto
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ricki51
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Re: Epipactis sp.

Messaggio da ricki51 » 01 ago 2020, 14:50

Ciao Umberto, di fronte a piante del genere si fanno delle ipotesi e poi ci si ragiona su, a mio parere è impossibile dare una risposta di certezza assoluta. Ci troviamo di fronte a un esemplare con ginostemio di H. helleborine, un epichilo che potrebbe anche far pensare a una lontana ibridazione con E. atrorubens, ovario e pedicello florale che starebbero bene in E. neglecta, e lo stesso vale per la peluria del fusto in area infiorescenza. Le foglie stanno comode in E. helleborine. Valutiamo le varie ipotesi: un ibrido E. helleborine x E. atrorubens mi sentirei di escluderlo. E' vero che questi ibridi danno luogo a morfologia diversificata, ma mai mi è capitato con loro di vedere una peluria e ovario-pedicello con questi caratteri, che mai rientrano in E. atrorubens e solo parecchio raramente in E. helleborine. E. placentina x E. helleborine, sono tranquillo, no, ibrido visto in più occasioni, il carattere di labello di E. placentina domina sempre e il ginostemio diventa una via di mezzo tra le due specie, con notevoli variazioni tra i fiori della stessa infiorescenza. Ibrido H. helleborine x H. neglecta ci potrebbe stare, visto che il fiore è di E. helleborine e ovario-pedicello richiamano piuttosto E. neglecta. Però, se può valere la mia sensazione, non saremmo di fronte a un ibrido di prima generazione, che di norma lascia segnali sul ginostemio. Potremmo pensare a una introgressione derivata da successive reibridazioni sempre con E. helleborine. Infine ti dico come la classificherei personalmente se in zona questa tipologia presentasse una certa diffusione e non fosse il carattere di una o poche piante. Io direi semplicemente H. helleborine: popolazioni di questa specie con ovario affusolato, pedicello lungo e del tutto privo di sfumature rosso-violacee non sono rare in Italia. E anche la peluria del fusto chiara compare in piante per il resto tipiche. Nella pianta che mostri foglie e brattee con E. helleborine ci stanno bene e soprattutto il ginostemio, che valuto sempre fondamentale, parla decisamente di questa specie. Sia chiaro che, se vi fosse chi mi argomentasse un'idea diversa, rispetterei la sua posizione perché la pianta che presenti è sicuramente critica e, con le Epipactis, in alcuni casi non è saggio ritenere di essere depositari della verità. :bye: Riccardo

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Re: Epipactis sp.

Messaggio da Umberto Ferrando » 01 ago 2020, 17:16

Ciao Riccardo,

le due ipotesi prevalenti, che avevamo formulato erano esattamente le tue prime due: o un ibrido Epipactis helleborine x Epipactis placentina o un ibrido di "n. generazione" tra una Epipactis helleborine e una Epipactis placentina con contributo di Epipactis neglecta in forma di introgressione. Non era l'unica pianta ad avere morfologie di questo tipo, ce n'erano diverse, era solo la pianta più fotogenica del gruppo.

Umberto

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Re: Epipactis sp.

Messaggio da ricki51 » 01 ago 2020, 18:56

Sì, ritengo che abbiate pensato a una presenza di E. placentina per via del colore, ma ti ripeto l'ibrido H. helleborine x E. placentina (ancora mi pare non sia stato ufficialmente descritto), per quello che ho visto ripetutamente, porta sempre a un dominio morfologico di E. placentina nel fiore (a colpo d'occhio pare una E. placentina grande con foglie anomale) e di E. helleborine nelle foglie. Inoltre tipicamente il clinandrio diviene da ridotto a molto ridotto, mentre qui è strutturalmente integro di pianta allogama, proprio di H. helleborine. Quindi, ammesso che stiamo parlando di pianta veramente ibridogena, escluderei comunque con discreta sicurezza E. placentina. Una ibridazione E. helleborine x E. neglecta, senza bisogno di altri interventi, per me potrebbe essere compatibile con questo risultato. Se tu avessi possibilità di rivedere le piante, ti consiglierei di riprendere lateralmente, scostando petalo e sepalo, il ginostemio di alcuni fiori diversi, per mostrare bene lo sviluppo della colonna e il suo modo di inserirsi nell'antera. Di norma il ginostemio racconta la storia dei genitori, gl'ibridi più complessi noi li abbiamo sempre risolti così. Se il ginostemio dovesse risultare in tutto tipico di E. helleborine, dovremmo a mio parre escludere l'ibridazione. Un saluto, Riccardo

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