Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Ritrovamenti floristici all'estero

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mic
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Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da mic » 01 ott 2020, 22:02

Ciao a tutti,

vorrei presentare qui su Actaplantarum una specie che, nei prossimi anni potrebbe venir scoperta anche in Italia.
Correva l’anno 2004, e sulle alpi francesi non lontano dal Mot-Cenis , un botanico francese scopre per la prima volta sulle Alpi, una specie che fino ad allora era considerata boreo-artica.
Carex glacialis è conosciuta per l’Alaska, Canada, Groenlandia, Scandiavia e Siberia. Questa scoperta ha avuto dello straordinario e si è dovuto aspettare 15 anni per trovare la seconda popolazione sulle Alpi.
Verso la fine di agosto 2019, due botanici svizzeri, i quali prima erano stati in Savoia per conoscere la specie e familiarizzarsi con l’ecologia, hanno scoperto Carex glacialis nel canton Vallese in Svizzera. Questa seconda scoperta ha avuto anch’essa dello straordinario, ma si è pensato subito che il ritrovamento non poteva essere stato dettato solo dalla fortuna. Infatti ecco che ancora nello stesso anno gli stessi botanici la scoprirono anche nel cantone dei Grigioni, sul Passo del Forno.
E qui viene il bello; il luogo si situa poco lontano dalla frontiera italiana, e quindi la sua presenza anche in territorio italiano è molto plausibile.
A questo punto io mi sono detto: possibile che fino ad ora nessun botanico nei decenni passati non sia riuscito a localizzarla? Mistero!
Con un’occhiata veloce, la specie passa sicuramente inosservata, anche per il fatto che i suoi cespi assomigliano molto a quelli di Elyna myosuroides, ma appena ci si avvicina si nota la differenza.
Tra l’altro Elyna quando viene parassitata da un fungo, presenta delle piccole biglie nerastre e da lontano si possono confondere con gli utricoli di C. glacialis. Le foglie di Elyna sono setacee, mentre queste sono strette ma mai setacee.
Alta dai 10 ai 15 cm, la specie vegeta su substrato calcareo, e sulle Alpi si trova verso i 2400-2600 m.
Il suolo roccioso deve essere ”fisso” e quindi non ama i ghiaioni. Lo stesso deve essere secco e situato presso l’apice di dossi arrotondati.
Le specie compagne non sono molte e sono le seguenti: Elyna myusuroides, Dryas octopetala, Carex ornithopodioides, Gypsophila repens, Saxifraga caesia e Carex rupestris.
Sicuramente queste poche informazioni possono già aiutare qualche appassionato di alta montagna che vuole scoprire anche sulle alpi italiane questa specie.
Per ovvie ragioni di protezione della specie, ometto anche il nome del luogo dove l’ho fotografata. Infatti io l’ho trovata conoscendo solo l’ecologia e avendo solo una fotografia della zona, situata in Vallese.


Carex glacialis Mack.
Cyperaceae; Carice glaciale
alpi Vallesane (Svizzera), 2570 m, 30 giugno 2020
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Re: Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da mic » 01 ott 2020, 22:06

Carex glacialis Mack.
Cyperaceae; Carice glaciale
alpi Vallesane (Svizzera), 2570 m, 30 giugno 2020
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Re: Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da mic » 01 ott 2020, 22:08

Carex glacialis Mack.
Cyperaceae; Carice glaciale
alpi Vallesane (Svizzera), 2570 m, 30 giugno 2020
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Re: Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da mic » 01 ott 2020, 22:08

Carex glacialis Mack.
Cyperaceae; Carice glaciale
alpi Vallesane (Svizzera), 2570 m, 30 giugno 2020
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Re: Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da mic » 01 ott 2020, 22:10

Carex glacialis Mack.
Cyperaceae; Carice glaciale
alpi Vallesane (Svizzera), 2570 m, 30 giugno 2020
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Re: Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da mic » 01 ott 2020, 22:11

Carex glacialis Mack.
Cyperaceae; Carice glaciale
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Re: Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da mic » 01 ott 2020, 22:12

Carex glacialis Mack.
Cyperaceae; Carice glaciale
alpi Vallesane (Svizzera), 2570 m, 30 giugno 2020
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Re: Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da mic » 01 ott 2020, 22:12

Carex glacialis Mack.
Cyperaceae; Carice glaciale
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Re: Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da mic » 01 ott 2020, 22:16

Carex glacialis Mack.
Cyperaceae; Carice glaciale
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Re: Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da F. Fen. » 02 ott 2020, 08:44

Complimenti, grazie per averci dato queste informazioni. Al volo a me ha ricordato maggiormente Carex rupestris, potresti aiutarci a separarle proponendoci i caratt. diff. tra le 2 specie?
:bye: franco
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Re: Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da Franco Giordana » 02 ott 2020, 08:53

La sezione giusta è Paese che vai...
Questo in verità è il primo messaggio che rispetta appieno le condizioni richieste per gli inserimenti in questa sezione.
Franco
come eravamo prima di Acta:http://floragarz.net

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Re: Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da mic » 02 ott 2020, 11:58

Franco Giordana ha scritto:
02 ott 2020, 08:53
La sezione giusta è Paese che vai...
Questo in verità è il primo messaggio che rispetta appieno le condizioni richieste per gli inserimenti in questa sezione.
Franco
Grazie Franco per lo "spostamento". In effetti avevo il dubbio, visto che almeno per intanto la specie non fa ancora parte della flora italiana, che la sezione fosse adatta. Comunque sono convinto che chi, botanico o appassionato, setacciasse la zona di Livigno - Bormio, prima o poi trova la specie!
Ricordo che pochi anni fa fu scoperta proprio in zona Livigno, Draba ladina, specie che fino ad allora era data presente solo al di là del confine Svizzero.

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Re: Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da mic » 02 ott 2020, 12:12

F. Fen. ha scritto:
02 ott 2020, 08:44
Complimenti, grazie per averci dato queste informazioni. Al volo a me ha ricordato maggiormente Carex rupestris, potresti aiutarci a separarle proponendoci i caratt. diff. tra le 2 specie?
:bye: franco
Ciao Franco,
la differenza morfologica principale è quella che C. rupestris presenta una spiga sola, con fiori femminili nella parte inferiore e fiori maschili in quella superiore, e gli utricoli sono trigoni, mentre C.glacialis presenta da 2 a 3 spighe femminili nella parte inferiore visibilmente peduncolate, mentre una sola spiga maschile nella parte superiore, i suoi utricoli sono rotondi.

Ricordo che la popolazione vallesana è molto piccola, su di un'area di 20 m x 20 m, ho contato non più di 50 cespi! La specie è assente nell'area circostante.
Per la popolazione del Passo del Forno non possiedo ancora notizie, ma a breve dovrebbe uscire un'articolo sulla rivista svizzera di Infoflora.

Saluti, Michele

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Re: Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da Stevene » 02 ott 2020, 15:39

interessantissimo! ma figuriamoci se non c'è anche in Italia.....questione di tempo...
direi anche che rispetto a Carex rupestris forma cespi molto più densi....

:bye:

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Re: Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da Marinella Zepigi » 02 ott 2020, 19:04

Bravo Mic :applauso:
Dovevano attendere la Carex glacialis per rivedere le tue belle immagini in Acta.

Un saluto. marinella :bye:

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Re: Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da Garabombo » 02 ott 2020, 19:45

Bravo Michele, bella segnalazione.

A scanso equivoci per chi si volesse arrampicare alla ricerca: il Passo del Forno/Ofenpass citato è quel passo stradale che collega l'Engadina e la Val Mustair. Siamo esattamente in area Draba ladina, come ricordato da Michele nel suo intervento.

:applauso: :applauso: :applauso:
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Re: Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da mic » 06 ott 2020, 11:00

Dal prossimo numero di FloraCH sembra che sia già arrivata anche in Italia (titolo del piccolo articolo).
La zona è appunto quella del Passo del Forno (zona Buffalora).
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Re: Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da mic » 06 ott 2020, 11:06

Copertina della rivista con Carex glacialis a Buffalora
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Re: Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da fernp » 06 ott 2020, 16:52

Sapevo dell'esistenza di questa specie sulle Alpi francesi, ma ignoravo che fosse stata rinvenuta anche in Svizzera e in Italia. Lo studio della distribuzione geografica e dell'affinità ecologica sembra assumere sempre più importanza come strumento di indagine: so, ad es., che lo scorso annno F. Prosser ha scoperto Carex maritima in Trentino proprio basandosi su questo approccio.
Un saluto.

Fernando P.

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Re: Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da Garabombo » 07 ott 2020, 23:09

In attesa di sapere se anche italiana, per ora noto che il pascolo della Buffalora è completamente svizzero. Dalla immagine, da swisstopo, l'Italia è a sx della banda rosa. Il reticolo è di un km di lato.

Ciao,
C.
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Re: Carex glacialis Mack. - a quando anche sulle alpi italiane?*

Messaggio da mic » 18 ott 2020, 16:37

Ciao Cristiano,

dunque, sono sicuro che la specie è stata rinvenuta in zona Buffalora (a tutt' ora sul sito di Infoflora ci sono già 146 segnalazioni per il quadrato 5 x 5 km tutto svizzero, e 102 segnalazioni per il quadrato comprendente anche un pezzo di territorio italiano!).
Immagino che abbiano rilevato la specie ogni metro lineare e che a vederla ci siano stati diversi botanici).
Conoscendo l'ecologia e il luogo preferito riguardante il rilievo, presumo che la stessa sia stata rinvenuta tra la quota 2436 m. a nord, e la quota 2629 m. a sud, su territorio svizzero (la linea verde è il confine del Parco nazionale svizzero).
Se vogliamo trovarla sul territorio italiano e se, dico se, la specie è già stata trovata anche lì, bisognareà controllare i dossi calcarei a sinistra della linea rosa (confine di stato). E cioè sui punti con quota 2462 m. e quota 2498 m.
Il botanico che l`ha trovata in Svizzera, sicuramente si è tolto anche la soddisfazione di trovarla anche in Italia, visto che di dossi quasi identici se ne trovano anche su territorio italiano a pochi metri dal confine di stato verso ovest.
Fossi della zona non avrei difficoltà a controllare, ma sicuramente qualcuno di voi si trova più vicino. Dunque al lavoro, anche se per quest'anno ci sarà poco da fare poichè in zona ha già nevicato. Comunque per chi avrà voglia, ricordatevi che al primo sciogliersi della neve non si dovranno aspettare troppi giorni per vederla in fiore. Io alla fine di giugno, in Vallese, e con neve presente ancora in alcune vallette nivali, l`ho trovata già in fruttificazione, e la quota, più o meno è sempre quella!

Saluti, Michele

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