Le bussole militari

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Enotria
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Le bussole militari

Messaggio da Enotria » 26 ago 2017, 16:28

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Nelle attività outdoor, la bussola ha il compito di guidarci alla meta e poi, di riportarci a casa, possibilmente sani e salvi.

O almeno questo ERA il suo compito, oggi è decisamente demodè, sostituita dal ben più prestante sistema satellitare GPS. O almeno questo vale, ma solo finché durano le pile.

Ciò nonostante, la bussola mantiene intatto tutto il suo fascino: questo ago che imperterrito continua ad indicarci la strada è da secoli il compagno fedele delle nostre escursioni.

Attualmente non vi è che l’imbarazzo della scelta nell’individuare la bussola più adatta alle nostre abitudini, ricordiamoci però che tutte discendono e trovano la loro massima espressione nelle bussole militari, ed allora, facciamo assieme una passeggiata in loro compagnia e, per una volta, saranno proprio loro l’argomento delle nostre conversazioni.




Barker MkIII (GB) e W. & Gurley (USA)

Iniziamo con due capostipiti, due bussole che hanno posto le basi per una produzione enorme e di altissimo livello, utilizzate in tutto il Mondo e replicate in milioni di esemplari sia nel campo militare, sia in quello civile.

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Eppure non potrebbero essere più diverse fra loro: la Gurley semplicissima e funzionale, la Barker estremamente sofisticata, impermeabile con visione prismatica otticamente regolabile, alidada di madreperla immersa in liquido, camera di compensazione per la temperatura, costruzione robustissima in ottone, precisione ai limiti del possibile.

Tutto perfetto allora ? E’ il massimo possibile delle bussole militari ?

Invece, la sua grave colpa è quella di essere costruita con metalli costosi e con tecniche costose. Pertanto è una bussola militare che è perfetta quando la Nazione è in pace, ma diventa troppo onerosa in caso di guerra: l’ottone con cui è costruita diventa molto più utile nella produzione dei bossoli dei proiettili, in fin dei conti le bussole si possono fare anche con altri materiali !

Ecco quindi che la nostra bellissima MkIII è in dotazione ai corpi militari inglesi fino allo sbarco in Normandia: a quel punto, in previsione dell’enorme sforzo bellico, viene sostituita da una altra bussola, la TG Mark I, totalmente diversa e che vedremo in seguito, costruita in semplice bachelite, con smorzatore non più idraulico, ma molto più semplificato.

La nostra Barker è quindi perfetta, ma costosa, ciò nonostante è stata adottata da molti eserciti, Italia compresa, sia nella sua versione originale, sia in versione alleggerita, come ad esempio, per l’Esercito di Israele.

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E la nostra povera Gurley ?
Ha il grande merito di essere di una costruzione economica e molto semplice ma, se costruita bene e con buoni materiali, di essere di uso immediato e molto precisa.
Sarà proprio lei a dare origine a quella successiva perfezione che sarà la Cammenga M27 e, purtroppo, a tutta la miriade di copie di infima qualità che imperversano il mercato delle bussole.


(Continua)
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Re: Le bussole militari

Messaggio da Enotria » 26 ago 2017, 23:31

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Berker M88 (Israele) e Brunton M2 (USA)

Due bussole dal carattere completamente opposto, ma con una caratteristica in comune: la perfezione.

Della Berker abbiamo già parlato, abbiamo messo in evidenza come la sua costruzione sia estremamente robusta, ma proprio per questo anche il suo peso non è indifferente.

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La M88 ne è quindi una versione alleggerita, ne mantiene tutte le ottime qualità ma, dove non necessario, sostituisce il pesante ottone con una robustissima resina plastica.
Per il resto abbiamo tutto: prisma ottico per leggere le gradazioni, un sistema di tubi di Trizio per illuminare la lettura notturna, smorzamento idraulico dell’indice, camera di compensazione per la temperatura, totalmente stagna, per cui è insensibile a polvere o a sabbia, ecc. ecc.
Date le sue caratteristiche, è costruita su licenza non solo in Israele, ma anche in altri stati del Medio Oriente ed in tutte le nazioni dove il caldo e la sabbia la fanno da padrone.

Commento file: Nel buio più completo, con la M88 quasi ci leggete il giornale !
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(Continua)



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Re: Le bussole militari

Messaggio da Enotria » 26 ago 2017, 23:38

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Unica nota negativa: il Trizio perde la sua eccezionale luminosità nel giro di una decina d’anni, poi per altrettanti da ancora una debole luminescenza, per poi infine spegnersi definitivamente.
State quindi attenti se acquistate la bussola usata, cercate di conoscere la sua reale età.

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La Brunton M2 è il mostro sacro americano, il non plus ultra delle bussole, quella che ha tutto e che non deve chiedere nulla: correzione del nord magnetico, alidada di ampie dimensioni, clisimetro per la determinazione delle pendenze, smorzatori magnetici e pneumatici, compensazione verticale, linee di traguardo dalle dimensioni esagerate, ecc. ecc. ecc. ecc.
Ha tutto, ma non è e non può essere una bussola per uso militare !
La Brunton è e resta una delle migliori bussole topografiche, di altissima precisione, ma troppo delicata per essere data in mano a dei soldati, troppo delicata per fare una guerra !
Se ne dovettero accorgere a loro spese gli americani, quando le M2 venivano sistematicamente messe fuori uso dalle cadute e dalla polvere, tanto da obbligarli a preparare in fretta e furia una seconda versione, chiaramente indicata come “nonmaintainable”, un po’ più spartana e costruita in modo semplificato ed economico, una specie di “usa e getta” dei giorni nostri.

Commento file: Meglio essere chiari !
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Guardate inoltre che tenerezza fa a noi scafati europei la scritta “open this end”, dedicata a spiegare allo sprovveduto soldato americano che, essendo la cerniera in alto e la chiusura in basso, la scatola la si apriva solo in un senso, giammai in senso contrario.

Chissà cosa sarebbe successo altrimenti ! :D

(Continua)


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Re: Le bussole militari

Messaggio da Enotria » 28 ago 2017, 00:16

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T&G Mark 1 (GB) e C.E.V. (Italia)

Se la Barker era la bussola di Montgomery e della battaglia di El Alamein, la T & G Mark 1 è la bussola dell'invasione della Normandia.
A lungo andare gli U-Boot tedeschi avevano rallentato i rifornimenti di materie prime alla Gran Bretagna attraverso l'Atlantico e l'ottone disponibile ora veniva utilizzato in grandi quantità nella fabbricazione dei bossoli dei proiettili.
La Barker era formata per la maggior parte di ottone e la sua produzione dovette quindi essere sospesa per passare ad una bussola che non utilizzasse materiali cosi strategicamente importanti.
La Thomas Glauser Co. Ltd. di Londra, già da tempo fabbricava, su licenza, le Barker MkIII.
La TG si impegnò nella ricerca ed il risultato fu una nuova bussola con il corpo in semplice backelite, con smorzamento meccanico e non più idraulico, senza particolari dispositivi di lettura.
Il progetto, sebbene semplicissimo, era ben congeniato e fu scelto con il nome di modello Mark 1. Costruito in grandissime quantità, fu utilizzato in tutta l'ultima parte della guerra, appunto dallo sbarco di Normandia, fino alla sua conclusione.

Commento file: Le bussole in posizione di lavoro.
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La Mark 1 fu molto ben accolta dai soldati, che la preferirono subito per la sua estrema semplicità e, sopratutto, per la sua leggerezza. Anche la precisione non era affatto male e la sua utilità nello seguire una direttrice era anche maggiore della stessa Barker.

Come tutte le bussole inglesi per impiego militare, ancora oggi sono molto radioattive, in quanto il composto usato per renderle fosforescenti ha perso ormai da tempo la possibilità di emettere fotoni, ma ancora e per migliaia di anni, continuerà ad emettere radiazioni in elevata quantità.


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La C.E.V. spa era una fabbrica italiana che costruiva accessori per l’industria, nel dopoguerra era nota per costruire i contachilometri per la Ducati e per la Vespa, quindi nulla di strano se, durante l’ultima guerra, fu incaricata di produrre la bussola per equipaggiare i soldati italiani.
Nonostante le note restrizioni di quel periodo e l’embargo su molti materiali, la nostra bussola mostra una notevole perizia nella sua progettazione e costruzione: fatta come un orologio da tasca, era sempre ben protetta, una lunetta trasparente fungeva da lente, migliorando la precisione della lettura. Oltre al solito blocco automatico di chiusura, disponeva di un bloccaggio separato per poterla tenere aperta, ma bloccata, durante la marcia. La custodia era in autarchico cartoncino pressato, ciò nonostante in molti casi si è conservato in ottime condizioni, a dispetto delle sanzioni del 1935.

Vi assicuro che, ancora oggi, nel vederla esposta nella sua umile giberna grigio verde di cartone, ed a fianco alle bussole inglesi, nelle loro ricche custodie di puro cuoio, fa venire il groppo in gola.


(Continua)



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